LED - Laboratiori Energie Democratiche

Lettera aperta al sindaco: la comunicazione politica ed istituzionale

Questo documento è stato inviato all'attenzione del Sindaco Tommaso Depalma e dei Consiglieri Lia Dagostino e Antonio Galizia.

Il manifesto che avremmo voluto affiggere in Piazza!

Avremmo voluto che la nostra “nascita” fosse annunciata in modo differente, molto più pubblica, molto più diffusa. Avremmo voluto affiggere un manifesto in piazza, come si faceva un tempo e come, siamo convinti, dovrebbe sempre farsi. La Politica ci piace farla così, nella nostra Piazza, nelle strade, nella conversazione e nel dibattito tra persone che possono guardarsi negli occhi. Purtroppo non abbiamo potuto! In Piazza Vittorio Emanuele II, infatti, le plance di libera affissione che negli anni hanno contribuito ad animare il dibattito politico e ad informare la cittadinanza di guasti e successi delle varie amministrazioni, sono state rimosse e non più ripristinate.

Certo, ci si dirà, è l’era del Web 2.0, l’era di Facebook e Twitter. La politica adesso si fa nei gruppi e nelle piazze virtuali… e i manifesti possono risultare roba che sa di vecchio, puzza d’umido e di cantina o soffitta. Noi non ci crediamo! Siamo giovani, donne e uomini del nostro tempo, sappiamo bene come funzionano, vivono e si animano i social network. Di certo non ci sogneremmo mai di mettere in dubbio le energie e le possibilità che quegli strumenti offrono… però non ci rassegniamo all’idea che la Politica, quella con la P maiuscola, passi ancora soprattutto dal dialogo, dal confronto “vis à vis”, dalla stretta di mano vera e dai toni magari anche accalorati ma proprio per quello sinceri ed inequivocabili.

Siamo costretti ad annunciare così, allora, la nostra nascita: un comunicato affidato alla stampa e questo documento sui monitor di chi ha la buona e sana abitudine di informarsi on-line. Il resto dovremo farlo con il passaparola, con uno sforzo in più: quello di intercettare tutti coloro che non credono ancora nella Politica on-line, tutti quelli che “… cos’è il web 2.0?”.

E allora… eccoci qui, con una prima richiesta chiara e forte: torniamo a fare Politica anche tra la gente, anche in Piazza. Torniamo a dialogare ed a leggere non nel chiuso di una stanza ma in mezzo ad altri cittadini che leggono quello stesso documento e che, magari, si spera, subito dopo possano anche parlarne.

Vi chiediamo in modo chiaro e deciso, coscienti di una vostro “sereno e pronto riscontro” di prevedere l’installazione di due nuove plance in Piazza. La Politica ed i Cittadini tutti, ne siamo convinti, vi renderanno atto di un gesto di vero spirito democratico! Nel frattempo, mentre si ottempera, indicate a noi ed agli altri che vogliano riportare anche tra la gente la Politica dove poter sistemare i nostri manifesti. Grazie di cuore!

Ancora una parola sulla comunicazione e sul Web 2.0. Non c’è bisogno, crediamo, di dover ripetere che siamo fermamente convinti delle potenzialità di quegli strumenti. Noi il web 2.0 lo frequentiamo ogni giorno! Navighiamo, ci formiamo, ci informiamo e partecipiamo… saremmo sciocchi a predicare un luddismo stantio che rifiuta strumenti nuovi, potenti e radicalmente democratici come i social network, le home page ufficiali, i gruppi di discussione. E però, perdonateci, siamo anche inguaribilmente convinti che questi strumenti assolvano al meglio il loro compito se sono correttamente regolamentati, se sono trasparenti e davvero paritari. La scelta di dotare la nostra cittadina e la nostra Amministrazione di un profilo Facebook e Twitter è sacrosanta, come doverosa era la creazione di un gruppo di discussione sul social network più diffuso.

Purtroppo, di sicuro nella fretta del fare il Bene, non s’è fatto bene!

A tutt’oggi quelle pagine sono autorizzate e normate solo da un documento senza nome – delibera di giunta? ordinanza sindacale? – e senza firma: un documento amministrativamente nullo… siamo convinti di non dovervelo certo dire noi!

Non esiste un regolamento e, permetteteci, è molto grave! Non si specifica nemmeno chi gestisca materialmente quei profili. Non una parola su come le richieste di amicizia vengono effettuate. Chi risponde dei contenuti lì inseriti? Non lo diciamo solo per sterile volontà di opposizione, come crediamo dalle nostre parole sia ben chiaro, ma anche perché da cittadini ci teniamo a che l’Amministrazione Comunale ed il suo Portafogli restino al sicuro, protetti da contenziosi che chiunque potrebbe avviare in caso di un uso improprio, diffamatorio, difforme dai regolamenti. Sì, perché i regolamenti, prima che una gabbia che ci limita, sono una barriera, ci proteggono… impariamo a sfruttarli!

 

Sempre rispetto agli strumenti web2.0, nel caso del Gruppo di discussione, a che titolo sono stati selezionati i moderatori di un servizio che si qualifica come pubblico? Il moderatore è un dipendente comunale o un privato cittadino? Nella seconda ipotesi… quand’anche il suo/loro servizio fosse volontario, la nomina andrebbe discussa e concordata, non credete? Il moderatore è una figura di garanzia! Fino ad ora i profili ufficiali si sono occupati solo di “rimbalzare” notizie ufficiali ma, domani? Domani, quando sarà necessario sfruttare davvero al meglio le potenzialità dei social network, avrete scritto un qualche decalogo? Facciamolo subito! 

Le regole, peraltro, sono anche caldamente suggerite, quando non imposte, da una serie di normative nazionali e linee guida ministeriali… sfruttate quelle o le centinaia di regolamenti analoghi ma, per il bene di quello strumento e per il bene di una democrazia correttamente esercitata e partecipata, fatelo presto!

Lo stesso discorso, permetteteci, lo facciamo sull’uso delle videocamere e sulle dirette streaming del Consiglio Comunale. Per le stesse ragioni ripetute ormai già troppe volte, siamo favorevolissimi anche a questa iniziativa. Avvicinare i cittadini, gli “amici vicini e lontani”, i tanti emigrati ma anche chi non può per mille ragioni diverse essere in Aula Consiliare è un meritevole gesto di trasparenza e volontà di apertura del Palazzo. Anche in questo caso, però, provvedete subito a stilare un regolamento condiviso con le opposizioni. Non è possibile che abbiate pensato di poter attivare un servizio del genere senza prima aver stilato un decalogo ed aver esperito tutti gli strumenti che la legge impone di usare per identificare i soggetti preposti alla diretta. Quand’anche il servizio fosse gratuito, sapete bene che i ritorni di immagine e gli introiti pubblicitari per una pagina che offre una diretta gratuita del Consiglio Comunale sarebbero di sicuro un capitolo interessante per molte aziende che di questi servizi si occupano. Regolamentate anche quella, dunque. Fatelo presto! Prima che uno strumento in cui crediamo fortemente, come il web 2.0, potenzialmente capace di accorciare le distanze spaziali e funzionali, per colpa di questi approcci un po’ troppo frettolosi si riduca ad un trapano spuntato, incapace di penetrare davvero le questioni, buono solo a fare rumore.

Grazie per l’attenzione e, speriamo, arrivederci a presto su nuove plance in Piazza!

 

LED (Laboratorio ad Energie Democratiche – Giovinazzo)