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Patto di Stabilità Verticale Incentivato: la nostra opinione, le nostre domande all'Amministrazione.

In data 3 Agosto 2012 la Regione Puglia e l’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) hanno raggiunto l’intesa rispetto al cosiddetto Patto di Stabilità verticale incentivato, ossia l’accordo che permette ai Comuni virtuosi di allentare i vincoli di finanza pubblica e sbloccare risorse e pagamenti nei confronti dei propri creditori. Tale accordo prevedeva che le richieste di accesso sarebbero dovute pervenire entro e non oltre la data del 3 settembre 2012.

Alla Puglia, unica Regione dell’Italia Meridionale ad avere accesso a tali premialità, 71 milioni di euro su un complessivo di 800 milioni. Tali fondi sono destinati ad essere ripartiti a pioggia sui Comuni richiedenti. E’ bene precisare che non si parla di denaro contante ma di tetti di spesa maggiorati concessi ai Comuni per saldare i propri debiti con privati e aziende in modo più libero e celere, superando quelli che sono i legacci del Patto di Stabilità. Nei fatti, dunque, i Comuni che accedono alla misura hanno la libertà di “sforare” i vincoli del patto per la somma concessa.

 

Apprendiamo, ahinoi, che il Comune di Giovinazzo, assieme a quello di San Ferdinando di Puglia (BT) non ha avuto accesso a tale misura premiale poiché i plichi della richiesta non sono pervenuti entro i limiti temporali stabiliti.

È bene aggiungere anche che ci sono comuni – Molfetta per esempio - che non hanno ritenuto di dover partecipare a tale bando, poiché convinti di poter onorare le proprie spettanze entro i limiti del patto.

Incalzata dalle richieste di spiegazioni in merito, l’Amministrazione ha minimizzato la portata della misura in questione ed ha parlato chiaramente di responsabilità unica del dirigente di settore per l’occasione mancata.

Ci pare molto grave quel che è successo. Questa Amministrazione ha fatto della oculata ed attenta gestione di cassa un punto programmatico irrinunciabile in campagna elettorale ed un enorme vanto nei primi mesi di governo; purtroppo oggi sottostima la portata della misura in questione affermando che non esistono situazioni debitorie così preoccupanti per le nostre casse. A noi, invece, sembra che la possibilità di navigare meno a vista programmando con limiti più generosi i propri pagamenti sia uno strumento di buona amministrazione importante ed offra una opportunità al nostro Comune di regolare le proprie situazioni in modo più sereno. Associazioni, imprese e privati cittadini, infatti, molto spesso in tutta Italia si vedono rinviare la data del proprio pagamento proprio a causa dei limiti imposti dal patto di stabilità. A Giovinazzo, a fronte di casse evidentemente sane, l’opportunità di “sforare” avrebbe garantito di sicuro pagamenti più spediti per tutti.

Veniamo al secondo punto preoccupante: se le casse, come affermato dall’Amministrazione, sono in condizione di sopportare i vincoli del patto, allora perché partecipare a tale bando, a questo punto inutile? E ancora, alla luce della condizione denunciata all’inizio del mandato, per la quale è stato necessario maggiorare gli addizionali comunali, qual è davvero la situazione delle nostre finanze? Di quanto il Comune si trova esposto? Quanto era stato richiesto nel bando respinto da Regione ed Anci? In merito, sarebbe opportuna una comunicazione ufficiale da parte dell’Amministrazione, una comunicazione lontana dalla fumosità dei social network e di blog vari!

 

Ultima doverosa precisazione. Non ci appare corretto vedere sistematicamente attribuire la responsabilità dei fallimenti a dipendenti e dirigenti comunali. Dove sono finiti il potere di indirizzo ed il controllo sugli atti amministrativi che spettano appunto agli Amministratori?

Anche in merito, i Cittadini si aspettano risposte chiare attraverso canali ufficiali!