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Alcune considerazioni su "Dateci un braccio"

A un po' di giorni dal nostro evento “Dateci un braccio”, vogliamo innanzitutto ringraziare i “pochi” ma audaci cittadini giovinazzesi che, rispondendo al nostro appello, hanno voluto indossare i guanti e sporcarsi le mani per rendere un po’ più pulito un angolo del nostro paese.

Non possiamo non sottrarci a qualche breve analisi e riflessione sul risultato della nostra iniziativa. Tralasciando retoriche considerazioni sulla partecipazione attiva dei nostri concittadini (più si è comunità, più valore aggiunto e crescita si apporta alla collettività), vogliamo soffermarci sulla tipologia di rifiuti trovati e rimossi in sole tre ore di pulizia. Abbiamo riempito una ventina di bustoni da 100L di cui 15 con RSU indifferenziabile, 3 con vetro e 2 con plastica.

 

Ai nostri occhi, oltre a curiosi rinvenimenti sporadici (copertone di uno pneumatico da tir, bombola a gas, escrementi umani, etc.), ci ha colpito in quantità - ma c’era da immaginarselo - la nutrita presenza di mozziconi di sigarette e di bottiglie di plastica e vetro (prettamente birre) che denotano come il posto sia frequentato per lo più da compagnie e comitive di giovani, che vuoi un po’ sbadati, vuoi un po’ incuranti, abbandonano dove capita ciò che si trovano per mano.
Pertanto oltre a richiamare un alto senso civico nell’uso dei beni comuni, vorremmo suggerire all’attuale amministrazione di accogliere la nostra proposta: essendone il molo di ponente privo, richiediamo l’installazione in minimo tre punti di cestini a più scomparti (per permettere di differenziare) dotati di posacenere, in modo da disincentivare l’errata pratica di abbandonare i rifiuti non essendoci nelle vicinanze contenitori dove depositarli.
Anche se potrebbe sembrare una soluzione non risolutiva della problematica, vogliamo sperare in una crescita di attuazione di buone pratiche da parte dei giovinazzesi.

Al prossimo anno…sperando di raccogliere meno rifiuti!!!

P.S. La scelta del “braccio” è stata voluta in quanto, dovendone scegliere simbolicamente uno, è tra i posti che noi stessi più frequentiamo e “sporchiamo” durante le serate estive oltre che, vista la natura datata di alcuni rifiuti, forse erano un bel po’ di anni che non lo si ripuliva.