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Se vinci ti cancello

Con grande rammarico ci troviamo a commentare la nota del 13 dicembre scorso con cui il Comune di Giovinazzo ha comunicato la decisione di considerare inefficace nei propri confronti l’assemblea che ha rinnovato il direttivo della consulta alla cultura, turismo e pubblica istruzione.

Il motivo formale è la pretesa assenza del numero legale, contestata da due associazioni ma non eccepita in sede di riunione né tantomeno rilevata dai rappresentanti delle istituzioni.
Sì, perché la riunione è stata diretta, proprio a garanzia della correttezza delle procedure, dall’assessore alla cultura Daniela Sala ed ha finanche visto la presenza della consigliera Marianna Paladino, assessore al ramo nella passata consiliatura nonché attuale presidente della commissione cultura.

Rimettiamo rapidamente i fatti al loro posto.

La convocazione dell’assemblea per il rinnovo della consulta è protocollata 8 novembre 2017. In quella data l’albo comunale delle associazioni, a cui in forza del regolamento degli istituti di partecipazione popolare occorre essere iscritti per poter aderire alla consulta, contava 49 iscritti.

Tuttavia, in data 18 novembre, quando le associazioni si sono riunite per il rinnovo delle cariche, questo numero risultava accresciuto per effetto dell’inserimento di 6 nuove associazioni, iscritte dal Comune poche ore prima della riunione. Scegliendo democraticamente, i delegati hanno ritenuto più corretto che a votare fossero solo le associazioni risultanti già iscritte alla data della convocazione: una decisione, questa, non contestata o censurata dai rappresentanti istituzionali. Prova ne sia che, dopo il confronto in assemblea, la stessa assessore Sala, con l’ausilio del presidente uscente e della consigliera Palladino, procedevano alla chiamata degli aventi diritto al voto, confermando la sussistenza del numero legale.

Le associazioni più suffragate hanno poi proceduto ad eleggere le cariche interne al direttivo, comunicando all’assessore la nuova composizione degli organi.

E qui, l’incredibile: proprio l'assessore Sala che si è occupata di redigere, controfirmare e pertanto validare il verbale dell’assemblea in questione, sigla assieme al Sindaco la nota del 13 dicembre in cui ne sancisce la pretesa inefficacia, di fatto smentendo sé stessa.

Ma c’è di più.

Il 1° dicembre, cioè dopo la costituzione del direttivo, la giunta comunale, con delibera n. 194, ha ritenuto di avviare un percorso di revisione delle norme che regolano la partecipazione alla vita amministrativa delle associazioni, paventando quindi l’idea – giuridicamente insostenibile – di porre nel nulla con effetto retroattivo quanto deciso dall’assemblea della consulta in questione.

A noi una simile situazione ricorda certi dispetti che si fanno tra bambini: giochiamo, ma se non vinco io, il pallone me lo porto via.

Vuoi vedere che ci si era immaginati un altro finale di partita?

Noi di LED siamo abituati a giocare pulito ed i giovinazzesi lo sanno bene: nelle nostre iniziative mettiamo tempo, passione e tanta voglia di migliorare il paese. 
Questo colpo di mano è l’ennesimo episodio di una strategia di occupazione militare di tutti i presìdi che dovrebbero garantire il democratico apporto delle formazioni sociali alla vita cittadina. Presìdi che divengono, invece, terreno di conquista in un risiko che soffoca ogni reale partecipazione da parte di chi non si allinea al pensiero dominante.

Rimandiamo al mittente questo modo di agire: non lo accettiamo, non ci appartiene.